WineSicily
Identità, sito e comunicazione della manifestazione del vino siciliano: dalla quinta edizione all’ottava, con oltre ventimila presenze.
- Cliente
- WineSicily
- Anno
- dal 2023
- Settore
- Eventi ed enogastronomia
- Servizi
- Brand identity, Web, Social media manager
Contesto
WineSicily è nata a Palermo e alla quinta edizione riuniva una cinquantina di cantine e oltre quattrocento referenze all’Orto Botanico dell’Università. Un marchio c’era già — il calice disegnato a filo — ma il resto no: nessun sistema che tenesse insieme la strada, l’ingresso e il telefono di chi cerca il biglietto. Da allora seguo la manifestazione a ogni edizione, e nel 2026 — l’ottava, dal 9 all’11 ottobre — si è aggiunta la cura dei social.
Approccio
Sono partita da quello che il pubblico aveva già imparato a riconoscere, il calice, e ho rifatto tutto il resto attorno. Il nome diventa un logotipo pieno, compatto, leggibile da lontano quanto il segno era leggibile da vicino: i due convivono, uno fa il lavoro di richiamo e l’altro quello di firma. La regola cromatica è severa — nero, bianco e un bordeaux, sempre a campo pieno — perché i pannelli in città devono funzionare anche visti dal finestrino di un’auto. Da lì il sistema si estende a cartellonistica, roll-up, backdrop degli sponsor e ai pass, differenziati solo dalla parola: Operatore, Staff, Guest, Sponsor. Il sito l’ho progettato e realizzato io, sulla stessa griglia, e risolve in poche schermate le uniche domande che il pubblico si fa davvero: quando, dove, quali cantine, quanto costa il biglietto.
Sui social ho lavorato prima e durante. Prima: grafiche esplicative che smontano una per una le domande che altrimenti arrivano in chat — come funziona la degustazione, cosa include il biglietto, dove si parcheggia, come si combina il pomeriggio a Villa Trabia con la serata al Giardino Inglese in un solo biglietto. Poi il conto alla rovescia sul prezzo, il programma giorno per giorno, le locandine degli ospiti — fra cui Discotonica, di cui curo la comunicazione tutto l’anno. Durante: il racconto in diretta dei tre giorni, con video verticali girati sul posto.
Risultato
Oltre ventimila presenze, e un’identità che ha retto la crescita: gli stessi elementi hanno accompagnato la manifestazione da un anno all’altro senza dover essere ridisegnati.
La prova vera è arrivata all’ultimo momento. Il maltempo previsto ha costretto a spostare la manifestazione ai Cantieri Culturali alla Zisa a ridosso dell’apertura: cambio di luogo da annunciare subito, programma da rifare, e soprattutto migliaia di persone con un biglietto già in mano da rassicurare. È la situazione in cui un sistema di comunicazione o tiene o crolla. Ha tenuto: in poche ore sono uscite le storie del cambio location, il programma riscritto sulla nuova sede e la conferma che i biglietti restavano validi, tutto nello stesso linguaggio di sempre.


Il calice disegnato a filo era già riconoscibile e resta. Accanto è nato un logotipo pieno che regge le distanze lunghe — una gigantografia, un pannello stradale — dove il segno sottile si perdeva.



















































